“Un luogo incerto”, dove ho conosciuto Fred Vargas

Un luogo incerto è il primo libro di Fred Vargas che mi sono decisa a leggere. Finalmente.

Anche voi avete nel vostro archivio mentale una categoria di libri o di autori etichettabile come “prima o poi li leggo”? Io sì. Fino a pochi giorni fa ne faceva parte Fred Vargas. In questa categoria infiliamo solitamente quegli autori di cui abbiamo tanto sentito parlare, che stuzzicano la nostra curiosità, ma poi c’è sempre qualcosa di più attraente che ci distrae dall’affrontarli. Invece “Un luogo incerto” mi capita tra le mani in un momento in cui divoro libri in modo famelico e quindi, grazie ad un’amica lungimirante, è finito nella categoria “sul comodino”, prossimo alla lettura. E, signori e signore, davvero meno male.

Questo libro non è né il primo né l’ultimo tra quelli con protagonista il visionario commissario Adamsberger. Dunque mi pare vi si aprano due strade: potrete lasciarvi ispirare, ma poi cominciare dal primo (L’uomo dei cerchi azzurri) oppure fidarvi della mia felice esperienza e buttarvi su “Un luogo incerto“.  (C’è anche la terza via: ignorare il suggerimento!)  

Io ne parlo, in definitiva, perchè possiate interessarvi, come me, sia all’autrice sia agli inquieti e magnetici personaggi che ha creato. 

L’autrice: chi è Fred Vargas?

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Fred Vargas (pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau) è una delle più apprezzate autrici francesi di un genere, ibrido, che in Francia viene definito “polar” (dall’unione di policier e noir). E’ ricercatrice in archeozoologia ed esperta di medievistica. Dal 1986 scrive un romanzo ogni anno. Abbozza i suoi libri con metodo rigoroso: nati durante i mesi di lavoro al CNSR, scritti esclusivamente durante i 21 giorni di ferie presi ogni anno, sono poi corretti, per essere editati, dalla sorella gemella Joelle (pittrice di una certa fama di cui l’autrice ha omaggiato lo pseudonimo Jo Vargas, a sua volta d’ispirazione cinematografica). 

Il polar: un po’ noir, un po’ policier

Dopo una prima lettura, effettivamente, non si può che riconoscere alla narrazione un’originalità che sfugge alle categorie di genere. L’impressione che ne emerge è quella di un delicato (ma non per questo meno cruento) noir, che però è anche un giallo, ma è anche un poliziesco, il tutto affrontato con uno stile particolare, condito di erudizione, poesia, filosofia e un pizzico di assurdità, quasi sempre scaturita dai pensieri e dai dialoghi tra gli strambi personaggi, in primis dagli scambi tra il commissario Jean-Baptist Adamsberger (“lo spalatore di nuvole”) che risolve intricati casi con repentine quanto inspiegabili intuizioni e il suo vice Adrien Danglard, miniera inesauribile di conoscenze e metodico detective. I personaggi dell’universo narrativo creato da Vargas sono tanti e ricorrenti. Ognuno sembra racchiudere elementi e caratteristiche generate dai tanti contesti professionali dell’autrice, ma la cosa veramente interessante è che molti sono “collegati” tra loro da relazioni di vario tipo, quasi  a creare una rete trasversale di spin-off tra un ciclo di romanzi e l’altro: è l’universo Vargas, appunto, un reale possibile dislocato nei suoi tanti e diversi romanzi.

Un luogo incerto. Alle origini della paura.

Si parla, anche, di vampiri. Da una parte Vargas sfodera uno studio approfondito sulle origini della tradizione del vampirismo europeo, scomodando i primi e più temibili capostipiti, dall’altra, le più ataviche ed irrazionali paure si ripercuotono sulla psicologia umana, concretizzate in un campionario di ossessioni e perversioni criminali.

Ciò che ho trovato particolarmente originale e piacevole è il modo del tutto naturale con cui Adamsberger si tuffa nel sovrannaturale: il flusso delle sue associazioni mentali, razionali e concrete, non è mai inficiato dalla seppur continua contaminazione con le influenze magiche, irreali, assurde che questo terribile caso suscita (7 piedi dentro altrettante scarpe, lasciati di fronte al cimitero più antico di Londra, come pronti, in attesa di entrare).  Anzi, i pensieri assurdi e volatili (da “spalatore di nuvole” come lo definiscono i suoi), se assecondati, sono di stimolo e sostegno per la risoluzione del caso, ne sono un acceleratore cognitivo.

Un percorso umano, ma anche geografico, giocato tra Londra, Parigi e la Serbia, fino a quei territori dove le stirpi di vampiri sono nate e dove il terrore, tra gli abitanti degli sperduti villaggi, regola ancora la quotidianità civile, a distanza di oltre tre secoli.

 

 

Avevo da due anni l’idea delle scarpe in cui sarebbero stati ritrovati i piedi mozzati. E’ venuta fuori da una chiacchierata con mio figlio, si scherzava. “Immagina che si trovino diciassette scarpe”, “Ah si, ma con i piedi dentro…” Poi avevo voglia di una storia di vampiri, una bella storia di vampiri, come quelle che si raccontano intorno al fuoco, per sospendere l’ansia della vita.

Fred Vargas, in un’intervista a Liberation  (dal risvolto di copertina dell’edizione Einaudi)

 

I film tratti dai romanzi di Fred Vargas

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Adoro le trasposizioni cinematografiche dei polizieschi e dei gialli. Un giorno TataLiberaTutti parlerà sicuramente di ciò che il vicequestore Schiavone è divenuto sul piccolo schermo, dopo l’enorme successo delle storie scritte da Antonio Manzini. Anche Vargas, in Francia ovviamente, ha suscitato questo sviluppo.

Non ho ancora visto nulla, volendo prima leggere tutto.

Sappiate, tuttavia, che a partire dai lavori di Vargas, sono stati realizzati cinque film di produzione francese per la televisione, tutti con protagonista il commissario Adamsberger.

 

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In una parola: DA LEGGERE

 

TITOLO: Un luogo incerto

AUTORE: Fred Vargas

EDITORE: Einaudi

ANNO: 2009

2 thoughts on ““Un luogo incerto”, dove ho conosciuto Fred Vargas

  1. Anch’io ho cominciato con Vargas a caso, il primo che ho letto è stato “Parti in fretta e non tornare” e mmi ha conquistato, da allora però ho letto solo “L’uomo dei cerchi azzurri”, ma conto di leggermi tutta la serie prima o poi, condivido in pieno i tuoi pareri sull’originalità e l’atmosfera incredibilmente affascinante!

  2. Mi fa piacere che condividiamo un parere letterario! Non capita spesso! Io intendo attaccare con la prima trilogia Adamsberger. Vi farò sapere!

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